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Risparmiare oggi: gesto di paura o scelta di libertà?

Data pubblicazione: 05 novembre 2025

Autore: Filippo Filetto

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Ogni anno l’indagine Acri–Ipsos fotografa il rapporto degli italiani con il risparmio e l’investimento.

L’edizione 2025, presentata in occasione della 101ª Giornata Mondiale del Risparmio, il 28 ottobre 2025, racconta un Paese prudente, consapevole del valore del risparmio come strumento di tutela individuale e collettiva, ma ancora diffidente verso il rischio e gli strumenti finanziari. Nonostante le difficoltà economiche degli ultimi anni, il 76% degli italiani associa al concetto di risparmio parole positive come tranquillità, tutela e futuro. Tuttavia, cresce anche la percezione del risparmio come sacrificio, segno di una fatica crescente nel conciliare le esigenze quotidiane con la volontà di mettere da parte qualcosa.

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Risparmio come protezione, non come investimento

Per la maggior parte degli italiani, il risparmio continua a essere una forma di difesa, più che un mezzo per generare opportunità.

Il 57% lo collega alla capacità di affrontare imprevisti finanziari, il 49% alla sicurezza economica per la vecchiaia e il 46% alla possibilità di realizzare progetti futuri.

Sempre secondo l'indagine Acri-Ipsos, solo una minoranza, però, riesce effettivamente a risparmiare: due famiglie su tre dichiarano di non poter affrontare serenamente nemmeno una spesa imprevista di 1.000 euro, e aumenta il numero di chi ha dovuto consumare tutti i propri redditi o attingere ai risparmi accumulati. Il risparmio, dunque, rimane un valore centrale ma sempre più fragile. È un “bene rifugio” psicologico prima ancora che economico, spesso tenuto fermo sui conti correnti più per paura che per strategia.


Liquidità e diffidenza: il paradosso italiano

La propensione all’investimento resta molto contenuta. Due italiani su tre mantengono i propri risparmi liquidi, nonostante l’inflazione continui a eroderne il potere d’acquisto.

Un atteggiamento che trova radici nella sfiducia e nella scarsa conoscenza dei mercati finanziari: il 39% dichiara di prestare attenzione soprattutto alla rischiosità, ma solo una piccola parte conosce gli strumenti in grado di combinare sicurezza e rendimento. Non si tratta solo di paura, ma anche di mancanza di educazione finanziaria. Gli italiani tendono a considerare l’investimento come sinonimo di rischio, trascurando che il non investire oggi rappresenta esso stesso un rischio, quello di veder diminuire nel tempo il valore reale dei propri risparmi.

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L’importanza di una guida professionale

Il dato più interessante dell’indagine riguarda le misure che i cittadini ritengono più efficaci per rendere il risparmio più accessibile e “inclusivo”:

  1. incentivi fiscali per favorire l’accantonamento (32%);
  2. educazione finanziaria nelle scuole (27%);
  3. prodotti semplici e a basso costo (27%);
  4. servizi di consulenza finanziaria accessibili (16%).

Questo ultimo punto evidenzia un cambiamento culturale importante: cresce la consapevolezza che gestire il risparmio da soli non basta più.

Un consulente finanziario qualificato può aiutare le famiglie a trasformare il risparmio da “parcheggio” a progetto, definendo obiettivi chiari e strategie coerenti con il proprio profilo di rischio.

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Giovani e risparmio: tra sogni e realtà

Per i più giovani, il risparmio non è solo protezione ma anche mezzo di inclusione sociale.

Secondo l’indagine, esso favorisce l’indipendenza economica, l’accesso all’istruzione e alla casa, e la possibilità di sostenere familiari in difficoltà. Tuttavia, solo il 57% dei 18–34enni lo percepisce come reale strumento di tutela.

La precarietà lavorativa e la difficoltà di pianificare il futuro rendono complesso costruire abitudini di risparmio regolari, ma il desiderio di autonomia resta forte. Per questo, serve un impegno maggiore in termini di educazione e strumenti personalizzati, capaci di avvicinare le nuove generazioni a una pianificazione consapevole.

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Un risparmio che sostiene il Paese

Il 72% degli italiani considera il risparmio dei cittadini fondamentale per la crescita economica e sociale del Paese, sebbene la percentuale sia in lieve calo rispetto agli anni precedenti.

Il risparmio non è solo un gesto individuale, ma una componente essenziale della stabilità collettiva: crea risorse per gli investimenti, riduce la dipendenza dai finanziamenti esteri e sostiene il sistema produttivo.

In altre parole, risparmiare in modo consapevole significa contribuire alla resilienza dell’intero Paese.



Dal risparmio alla pianificazione: la chiave della serenità

L’indagine Acri–Ipsos 2025 conferma un’Italia prudente ma non rassegnata.

Il risparmio continua a essere visto come sinonimo di sicurezza, ma non basta più “mettere da parte”. Occorre dare una direzione ai propri risparmi, trasformandoli in un percorso di investimento pianificato, coerente con i propri obiettivi di vita: la pensione, il futuro dei figli, la protezione del patrimonio. In un contesto in cui l’incertezza è la norma e l’inflazione riduce il potere d’acquisto, la vera tranquillità nasce da un piano finanziario solido, diversificato e seguito nel tempo, con il supporto di un consulente capace di guidare le scelte in modo razionale e informato.



Conclusione

L’Italia rimane un Paese di risparmiatori, ma serve una nuova consapevolezza.

Il risparmio non è più solo un cuscinetto contro le difficoltà, ma uno strumento per costruire il futuro.

Saperlo gestire con metodo, con l’aiuto di un professionista, può fare la differenza tra subire l’incertezza o affrontarla con serenità e visione.


Fonte: https://www.acri.it/wp-content/uploads/2025/10/Indagine-Acri-Ipsos-2025.pdf


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